Tempi duri- durissimi

Ecco vedete non scrivo più o scrivo molto poco per un motivo semplice, semplice. Ne ho davvero poca pochissima voglia. La crisi non poteva arrivare tra qualche anno oppure diciamo non arrivare proprio, no ha aspettato che anche io decidessi di diventare un cuoco imprenditore. Ovvio se le cose non sono difficili mica ci piacciono. Un pò depresso quando mi sento dire che qui si mangia bene, molto bene. Ma son sempre meno quelli che ci vengono. I numeri di questo Aprile sono terrificanti, ma mi dicono inizia il salone del mobile. Si si belli pieni per il salone del mobile e quando finisce di nuovo col culo e i maroni a terra. La vera unica bella cosa dal punto di vista professionale è che chi mangia qui sente, dicono, ancora la grande, ma sobria voglia di fare. Nascono piatti, ne nascono sempre, ma molti restano nei pensieri, perchè le preoccupazioni sono altre troppe altre. Una voglia c'è ed imperversa. Lasciare Milano, l'Italia dove penso sarebbe troppo bello realizzarsi. Da posti lontani dove crisi non c'è n'è magari perchè chi tira le redini di quei paesi li ha amministrati con la testa e non con il culo, chiamano. E io penso e non ci dormo.



