domenica 19 agosto 2007

Dove sono?



A guardare questa foto il piccolo squarcio di paesaggio dietro, una piccola casa di qualche tempo fa, le barche e i gabbiani, questi due signori, che chiaccherano. Avrei potuto pensare di essere da qualche parte in calabria, loro parlavano in calabrese, bello stretto. Vi assicuro, un salto nel tempo. E invece no, sono sempre a Sydeny, questo signore, Vincenzo Bagnato è il suo nome, è il terzogenito di una famiglia Di Bagnara Calabra, che negli anni sessanta si è trasferito da queste parti a raggiungere il fratello, qui a inizio la storia di una famiglia che è emigrata tutta qui. Qui dove embra incredibile a dirsi, mi racconta che la gente eneva il barramundi, il dentice e tutti i pesci di grossa taglia. L'aragosta era considerata scarto. Per tutti ma non per loro che hanno fatto fortuna vendendole ai Giapponesi.

Ecco un chiaro esempio di italian-businness

6 commenti:

SenzaPanna ha detto...

Che belli questi tuoi post da così lontano.
Ti leggo sempre con piacere anche se non sempre commento

Mettiu ha detto...

Grandi italiani!
Ne è piena l'Australia...e la cosa che più mi ha stupito è il rispetto che gli australiani hanno per il nostro popolo. Un rispetto che non credo sia riscontrabile in altre parti del mondo...
Venendo ai ristoranti ho visto il post su Ocean Room e quest'ultimo su Neil Perry. 2 osservazioni: del primo mi ha stupito il livello dei prezzi - bassi rispetto all'italia - (tenendo conto che si è a Sydney e che è pesce) sul secondo chiedo banalmente, 300 euri a testa?
Come trovi - in generale - i vini australiani (eccetto le linee alte, buonissime e costose di Wynn's e Penfolds)?
Buone recensioni
Mettiu

maricler ha detto...

Caro Nicola, ma quando torni? Sai, non paghi delle bontà degustate in Sicilia e con l'acquolina a leggere i tuoi reportage, vorremmo venire a cena da te....

Nic ha detto...

Credo sinceramete che il rispetto del quale godono gli italiani da queste parti sia prettamente dovuto al fatto che se lo sono guadagnato lavorando in modo onesto con passione e devozione.

Neil Perri 300 euri in due. Considera che la vita da queste parti costa praticamente la metà, perciò una cena da 600 dollari è decisamente costosa.

Riguardo ai vini penso seriamente che nello standart alto ci siano delle buone cose, così come in new zealand, anche se a dire il vero non incontrano davvero il mio palato. Il comodino mi piace averlo vicino al letto e non esattamente dentro il vino. : )

@ maricler: riapro il 29 torno il 28 tante belle ideee e un macchinario nuovo hihi

maricler ha detto...

Ok... Allora ti facciamo riprendere dal fuso orario, noi nel frattempo andiamo a fare un'altra vacanzina in Sardegna e poi veniamo da te... A sperimentare le tue idee. Ma che macchinario è e a cosa serve?

Mettiu ha detto...

Ho incontrato gente che mi ha salutato così: "Italiano? Voi italiani avete costruito l'Australia". Penso sia sufficiente per capire come siamo -giustamente - considerati down-undah.
Una cena da 300 dollari euro è decisamente costosa: però ragionando in euro mi sembra che il livello che ci si può permettere con tali cifre sia piuttosto elevato...
I vini che valgono la pena sono comunque quelli di fascia medio- alta (così come in SA o NZ), sulle linee base (ma anche sul resto, ovviamente!) secondo me noi siamo avanti anni luce per via degli anni di storia ( = tradizione) che abbiamo alle spalle...
Per tornare al tuo ristorante aspetterò che ti passi il jet lag!! ;-)
Saluto