lunedì 17 settembre 2007

Istinti creativi



Settembre mese ambiguo e tanti pensieri per la testa, primo di tutti l'arrivo di un bimbo che gia scalcia nella pancia di Mammà. Dopo una serata dedicata alla tradizione Veneta, serata di successo, molto successo, tanto che da qualche giorno mi passa e mi ripiassa nella testa l'idea di convertire il mio ristorante in una buona trattoria. Alla faccia della creatività e di tutte le belle idee che mi passano avanti e indietro pensando al cibo. Piatti semplici d'effetto e alla portata di tutti. Perchè, magari anche solo per avere la soddisfazione di vedere un bel locale pieno e il sorriso sulla faccia di chi lavora e il mio quando chiudo la claire la sera. Un sorriso mi scappa sempre ma a denti stretti, perchè è davvero tosta. I tempi sono tosti e non ultimo lo sono un pò anche i clienti e anche quelli che clienti non sono. Mi chiedo cosa mi metto a fare con i pomodori per tirar fuori un gran piatto di rigatoni al pomodoro se come è successo ancora ieri sento dire a un ragazzino sui vent'anni che preferiva la pasta rossa al cameriere che lo guardava annuendo. "Ma rossa de che, di vergogna forse per i due pirla che siete". Quando sento dire certe cagate divento un ultras del cibo, mi verrebbe davvero di prendere e dire "aspetta n'attimo". Però...Dico cacchio se io penso al piatto della foto e tu vieni al mio locale penserai che sono matto come un cavallo. E rinsavendo dico che forse ha ragione. E un po forse lo capisco perchè i tempi non sono maturi. Lo vedo lo sento e lo precepisco giornalmente. Un bar dove mi fermo spessp mette fuori delle cotolette metro con un'insalatina e degli spinaci dove le molecole che gli davano il colore sono morte magari due mesi prima per finire in congelatore. Piatto unico €.3.65 pasta €.2.50 pieno imballato 6 giorni su sette. Che dire di una berkel in bella mostra che taglia un prosciutto crudo che se va bene è tedesco. Un pò come mettere butano nel motore di una cinquecento. Certo si alla mia testa e alla vostra, noi che nel cibo ci crediamo, questo club di gastrosfigati magari un pò anche sovrappeso. Forse è meglio parlare di figa. Almeno quella mette daccordo quasi tutti.

Scampi al tea al bergamotto, con pomodori confit

ingredienti per 4 persone

20 scampi
20 pomodori datterini confit (vedi ricetta rigatoni ai tre pomodori)
1 cucchiaino di tea al bergamotto di buona qualità anche detto Earl Grey

Un goccio di olio

Pulire gli scampi dal carapace e dispoarli su una placca da forno foderata di carta oleata. In un tritatutto passare il tea e ridurlo in polvere. Cospargere il tea sopra agli scapi appoggire sopra a questi i pomodorini e infornare a centottanta gradi per sei sette minuti.

7 commenti:

loste ha detto...

Così, così ti voglio Capo. Così che mi fai sentire uno della "squadra", quando il capo manda a cagare lo st**zo di turno che non capisce una emerita mazza. E che è vero che tocca farsi un c***o come un'ora de notte. Quando nessuno capisce quello che stai facendo, quello che sei in grado si poter fare. Che tocca fare le valigie buttare dietro le spalle tutto quello che hai, una casa, la famiglia, perchè magari chi ha capito chi sei, sta cinquento chilometri più a nord, porcaputtanalaeva. E allora vai la serata a tema, a far tornare il sorriso e coprire i costi fissi, e la creatività ad aspettare chi invece sa apprezzare.
Marco (Loste)

Fabio ha detto...

bel dilemma non c'è che dire... forse è questione di tempo per avere indietro tutto il tempo e le energie spesi in qualcosa di tangibile e/o soddisfazioni... non mollare ;-)

Marika ha detto...

Finché esisteranno posti come il bar di cui parli, e qui a Roma la solfa è la stessa, continueranno ad essere pieni.
Non è quiestione di tempi maturi, è questione di pigrizia: c'è chi non ha nessun interesse a guardare oltre.
Ma tu prosegui imperterrito stile caterpillar. Per uno che non apprezza ce ne sono due che certamente lo faranno!
Marika

Anonimo ha detto...

Caro cuoco, condivido il tuo discorso, soprattutto sulle cotolette da pausa pranzo a 2.90€.
Eppure a me piange il cuore a non poter venire a cena da te.Leggo sognante di chi ci è passato e mi lecco i baffi(concedetemela) leggendo le tue ricette. Ma io i tuoi prezzi(e non solo) non posso permettermeli.Non faccio la fame e non vivo sotto un ponte, probabilmente se mi ci metto d'impegno risparmio questo mese stesso e finalmente mangerò come si deve. Eh no, non compro il jeans da 100 euro, nè compro al discount. Pago solo affitto,bollette,spese varie.
Magari per il mio compleanno mi faccio un regalino, meglio delle pizze di cartone di Milano a 7 €.
Questa è la realtà,ma tu tieni duro, forse ne usciremo.
Un abbraccio
Concetta

Fab ha detto...

Io ho avuto la fortuna di provare la serata "trattoria" e poi una cena, la sera successiva, preparata con grande passione. La cucina di Nicola è quella straordinaria fatta di ricerca e materia prima eccezionale, che costa e vale. Non che la pasta e fagioli non fosse buona, anzi... la serata è stata deliziosa, ma la cena della sera dopo un'esperienza incredibile. Ora serve trovare un equilibrio fra costi ed economia di scala per offrire quest'esperienza a tutti quelli che riempiranno la sala. :)

Gloricetta ha detto...

Io ho sfiorato solo per qualche tempo la cucina di un ristorante degli zii e ho capito quanto sia difficile creare una clientela che capisca la tua cucina, che ne apprezzi la creatività oltre al gusto. Sui ragazzi poco avvezzi alla buona tavola credo che sia purtroppo colpa di una frettolosa quanto carente educazione al gusto. I miei figli, che hanno potuto assaggiare di tutto e di più fino dalla più tenera età, sono dei veri gourmet e, anche se per ragioni di studio/tempo/soldi si accontentano di una cosa veloce al bar, sanno apprezzare piatti ben curati e di ottima qualità. Ora che stai per diventare padre, oltre che ad educare noi tutti con i tuoi meravigliosi piatti, mi raccomando cresci come si deve il pargolo. Glò

Liùk ha detto...

Ciao Nicola, arrivo qui dal blog della Lory che ti idolatra come un Dio greco, bello questo post e belli anche i commenti tutti, giusto quello che scrivi, quello che auspichi però è un club di cultura culinaria.. invece sono "solo" clienti, speri nell'approvazione dei tuoi signori piatti, ma alla fine c'è ancora chi preferisce la pasta rossa e per par condicio ti citerò anche come chiamano le troffie al pesto certi miei amici californiani "pasta green" in ultimo però lo devo ammettere ho un dubbio solo, sicuro che la figa al giorno d'oggi metta d'accordo quasi tutti? :)